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Gli Artefici di Zama Labz al Fuorisalone


gli artisti e artigiani di Zama Labz al Fuorisalone 2021
La prima cena di Zama Labz, realizzata da Guia Campiglio

17 artefici arredano corpo e spazio. Un ottimo inizio per raccontare l'essenza di Zama Labz. Questa veloce presentazione vuole essere un invito per a mettere a fuoco insieme le opere di 17 protagonisti, per conoscere i loro volti in compagnia di un giovane sognatore.

Famiglia, vecchi amici e passione a non finire

Anzitutto mi presento, sono Leone. Con l'inizio del 2021, ho avuto la fortuna ed il piacere di iniziare a collaborare con delle fantastiche persone, che ho scoperto essere anche artisti pazzeschi. Ma come è successo tutto questo? Come le migliori idee, tutto inizia da un perfetto mix di caso e tempismo: Cinzia, mia madre, sotto Natale, decise di fare una raccolta di "consigli per gli acquisti", raggruppando alcuni contatti di abili artisti e artigiani di sua conoscenza sopra un semplice foglio elettronico. Poco dopo, lo propose agli amici come alternativa per regali di natale diversi, così da uscire dallo schema ormai automatico ed impersonale "Regalo-Natale-Amazon" . Ho saputo dell'iniziativa qualche settimana dopo, da mio zio Furio. Abbiamo capito subito che l'idea meritava una struttura più visibile e una nuova forma.

I primi di gennaio Furio ed io abbiamo iniziato a strutturare una pagina Instagram, mettendoci in contatto con gli artisti della lista di Cinzia, per ragionare su come muoverci e per capire se anche loro volessero maturare qualcosa insieme.

Cinzia e Furio però in questo progetto non sono stati semplici tramiti, quanto parte integrante. Sono stati i primi artisti che hanno effettivamente aderito a quello che sarebbe diventato Zama Labz.

Cinzia ha un negozio di abbigliamento e accessori da donna, Tornosubito, dove vende le sue creazioni. Definisce il suo stile Cialtron Chic, e il suo motto è "Vesto TUTTE le donne". Il lavoro di Furio, invece, è molto più complicato da inquadrare, sempre nello spazio di Tornosubito è possibile trovare le sue sculture in fil di ferro, i suoi gioielli, tavoli, vasi, cornici, quadri con le sue composizioni fotografiche. Furio è decisamente il più eclettico tra gli artisti di Zama Labz, e trovo molte difficoltà se provo a pensare a qualcosa che non sappia fare o non abbia fatto, come ad esempio aiutarmi e guidarmi nel creare questo sito web.

Dopo la creazione della pagina instagram, mi sono interfacciato finalmente al gruppo di artigiani e artisti coinvolti. Qui con grande piacere ho ritrovato facce già conosciute. Una di queste è Natsuko Toyofuku. Di Natsu mi hanno sempre colpito la sua estrema generosità, forse spesso eccessiva, e la sua gentilezza. Non c'è da sorprendersi che abbia accolto subito con entusiasmo l'idea di Zama Labz. Per quanto riguarda il suo lavoro, Natsu crea bellissimi gioielli, principalmente in bronzo e argento, unendoli a pietre più o meno preziose, in forme eleganti e sinuose, che al mio inesperto occhio, sembrano troppo belle per essere fatte a mano, sembrano essere emerse di loro spontanea volontà dall'acqua, giusto per farsi ammirare nella loro semplice raffinatezza.

Chiudo il cerchio degli artisti già conosciuti con Mikky Eger, Michela Solari e Viola Ester Finzi, mia sorella. Di Mikky ricordo qualche vacanza in Grecia da piccolo, i suoi indimenticabili capelli rosa shocking, il suo sorriso ed il suo entusiasmo, sempre presenti e contagiosi. Mikky definisce i gioielli che crea "powered by personality", e questa personalità spiccata è evidente e sempre presente in ogni sua creazione, in ogni suo pezzo unico, creato a mano nel suo atelier in Via Tortona.

Anche di Michela Solari ricordo le vacanze in Liguria, in più scopro la sua grande passione per i tessuti. Lini italiani, antichi broccati veneziani, lane biellesi e khadi tradizionali indiani, questi sono i materiali con cui lavora, e con i suoi attrezzi, le sue mani, li tinge, li bolle, li dipinge e li assembla, dando vita a nuovi motivi e abbinamenti contemporanei, forme semplici, dove il protagonista è il tessuto. Viola, invece, in arte Esterjewels, è la più giovane tra i partecipanti al progetto. Tralascerò il classico amore-odio fraterno, e mi soffermerò sul suo lavoro. Dopo aver girato il Sud America alla ricerca della sua vocazione, torna a Milano e decide di iniziare a creare i suoi gioielli, con l'idea di esaltare le imperfezioni e imprecisioni che caratterizzano il processo creativo, a sua detta il vero valore aggiunto dei gioielli fatti a mano.



Nuove conoscenze e tanto, tantissimo talento


Veniamo ora a quelle persone che ho avuto la fortuna di conoscere affacciandomi a questo mondo, per me nuovo, dell'arte e dell'artigianato. Targato Zama Labz. Per i disagi dovuti alla pandemia in corso, ci sono voluti alcuni mesi per poter conoscere di persona tutti i partecipanti, abbiamo iniziato con il classico gruppone su WhatsApp, per procedere poi con alcune riunioni telematiche e un paio di incontri dal vivo.

Comincio raccontandovi di Angela Simone, che crea gioielli di carta, con lo slogan "emotional paper jewels". Il suo lavoro è il perfetto emblema di quel che significa Zama Labz, ovvero talento, una manualità spiccata e passione da vendere. Angela poi è curiosa, gentilissima e sempre disposta ad avere un confronto, a prestare consiglio, con tanta voglia di imparare sempre, un aspetto che non è mai da sottovalutare. Veniamo poi ai Libri Bianchi, sotto questo nome, Simona e Lorenzo Perrone danno vita alle loro sculture, appunto, di libri bianchi. Rivestito di bianco, ogni libro diventa un simbolo archetipico di cultura e conoscenza e chiede di essere visto come tale. E non posso non parlare dell'estrema sensibilità che traspare da ogni loro opera, libri senza parole che gridano vendetta, per tutte le ingiustizie, la violenza, le guerre. Non avevo mai capito, prima di conoscere Simona e Lorenzo, quanto potesse essere profonda la sensibilità dell'artista. Ho conosciuto poi Carlo Vercelli, amico d'infanzia di Cinzia, anche lui e sua moglie sono persone fantastiche, curiose e disponibili, fin troppo grate del mio lavoro, di cui mi ringraziano quasi quotidianamente. Guardando gli acquerelli di Carlo, mi sorprende quanto pochi tratti possano essere tanto espressivi. I suoi fiori sembrano crescere e appassire sotto ai miei occhi, le sue barche a vela sembrano allontanarsi spinte dal vento sulla tela, e le sue figure umane, riescono a sprigionare emozioni e sentimenti impossibili da spiegare a parole.

Ho conosciuto poi Luigi Camarilla, mi son subito innamorato dei suoi altari mediterranei. Composti da legni di vecchie barche, da lui assemblati, dipinti, trattati e scritti, raccontano la storia e i miti del mediterraneo, muovendosi a cavallo degli anni, dei secoli e dei millenni. Luigi unisce spiritualità, passione e simbolismo, e sono questi elementi che si trovano in tutti i suoi lavori, dagli altari alle installazioni, fino ai suoi Ex-voto contemporanei. Luigi poi, ci ha presentato Carlo Cazzaniga, in arte CUT. CUT è l'alter ego con cui Carlo si è reinventato. Le mani il suo strumento principale, la cura dei dettagli il suo punto di forza. Progetta graficamente tavole di legno, realizzate con la tecnica del traforo, con temi pop-nostalgici, l'elemento che salta subito all'occhio è la precisione con la quale dà vita alle sue opere, così precise che non si riesce a credere che sia tutto frutto delle sue abili mani, e che non siano, ad esempio, tagliate con il laser.

Lorenzo Pepe, invece, ho avuto il piacere di conoscerlo di persona solo in questi giorni di Fuorisalone, visto che lui vive e lavora a Formentera, ma già nei nostri primi incontri virtuali, avevo capito che fosse un uomo frizzante, sempre pronto al confronto e al consiglio, rimango sempre molto colpito dal suo punto di vista, inaspettato ma sempre sottile, divertente e mai banale. Guardando i suoi gioielli, ti sembra di essere in mezzo al mare, nel mezzo di un'escursione con maschera, pinne e bombole, ad ammirare la barriera corallina.

Anche con Guido De Zan siamo riusciti a conoscerci di persona solo pochi giorni fa, trovo incredibili le sue forme ed i suoi vasi, in grès e porcellana, che modella in forme dinamiche, che sembrano muoversi quando posi su di loro il tuo sguardo. Abbina al suo lavoro con le ceramiche anche una ricerca grafica, ed i suoi vasi diventano quindi tele su cui dipinge e gioca con le texture.

Anche Mariangela Zabatino si occupa di ceramiche, ma anche di bellissimi dipinti astratti e piccole immagini, raffiguranti dei gatti, che sono una sua grande passione. Anche lei si è subito mostrata entusiasta del nostro lavoro, e con dedizione si destreggia tra tre diverse pagine instagram, nelle quali divide i suoi tanti lavori.



Gli ultimi ma non ultimi


In questi primi otto mesi, gli ultimi artisti che ho conosciuto sono Silvia Giorgetti, Guido Dettoni, Fabio Cammarata e Simonetta Ferrante. Silvia lavora con i tessuti, e dalla raffinatezza ed eleganza dei vestiti che confeziona, traspare la sua attenzione particolare per la cultura nipponica, e dagli abbinamenti cromatici sempre impeccabili, nelle composizioni astratte come nei complementi d'arredo, emergono la sua precisione e dedizione. Fin da subito Silvia è stata gentilissima e disponibile, ed è sempre pronta a quel consiglio o critica costruttiva, che a me serve davvero tanto. Guido mi ha lasciato senza parole già dalla prima nostra telefonata. Prima ancora che potessimo parlare della sua partecipazione, si stava già complimentando per quanto fatto fino a quel punto, e allo stesso momento proponeva spunti, idee, punti di vista e implicazioni per il futuro. Purtroppo, visto che vive e lavora in Spagna, non ho ancora avuto modo di conoscerlo di persona, ma la sua cultura e la sua competenza mi arricchiscono ogni volta che ci sentiamo. Anche per ciò che riguarda i suoi lavori e i suoi progetti, credo di aver visto solamente la punta dell'iceberg. Ma posso raccontarvi delle sue bellissime sculture, dove plasma delle icone simboliche con le sue mani, e crea un ponte, tra artista e spettatore, nel momento in cui tocco e guardo la sua opera, mi rendo conto che è come se lo facessi con le sue mani e i suoi occhi.

Fabio invece l'ho conosciuto di persona proprio il giorno prima di scrivere questo testo, è estremamente gentile, e sia dai nostri primi messaggi che da un breve caffè insieme, ho capito che è buono come il pane. I suoi gioielli sono difficili per me da descrivere, vista la mia poca competenza in materia, ma le sue varie collezioni spaziano dal classico al futuristico, dai design semplici ed eleganti, a vere e proprie sculture astratte in miniatura.

Purtroppo Fabio, per via del momento sia generale che personale, complicato, non è riuscito a partecipare con noi a questa edizione del Fuorisalone, ma contiamo di riuscire presto a farlo esporre con noi. Siamo riusciti infine a coinvolgere Simonetta solo all'ultimo momento, e ci siamo visti per poco in un momento abbastanza caotico durante l'allestimento. Ma si vede che è una signora davvero tosta e con le idee chiare. Non conosco, per mia ignoranza, altri lavori di Simonetta oltre a quelli esposti, e di quelli non parlo.

Venite a vederli.




Uno assaggio di futuro, con ancora molto da imparare

Venendo a trovarci alla nostra esposizione, troverete anche i soci di D-Art Gallery. Sono un piccolo gruppo di giovani soci, appassionati fino al midollo dal mondo delle cryptovalute, della blockchain e degli NFT. Se già conoscete queste nuove tecnologie, vi consiglio di venire a scoprire in che modo loro pensano di usarle per il loro ambizioso progetto. Se invece, come molti di noi, siete confusi a riguardo, venite a conoscerli. Con la loro competenza e la loro passione saranno felici di introdurvi a questo nuovo mondo che, ci piaccia o meno, è il futuro.

Per l'occasione hanno creato la loro prima serie di NFT, che regalano ai visitatori del nostro evento, venite a riscuotere il vostro regalo!


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